LAST MINUTE: San Valentino 2016

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Hey Viaggiatore!

Ormai siamo vicini alla festa più discussa dell’anno: San Valentino. C’è chi la odia e chi la ama, noi personalmente non la festeggiamo ma ogni scusa è buona per tagliare la corda una paio di giorni 😉 Se ancora non sapete come stupire la vostra dolce metà, ecco di seguito alcune proposte low cost dell’ultimo minuto!

BUCAREST da 99 €: volo + 3 notti hotel 4 stelle in centro

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Bucarest, conosciuta anche come Piccola Parigi, è una delle capitali europee più incantevoli e gioiose, come spiega anche l’etimologia del nome visto che bucura significa essere contenti.

VOLO + HOTEL


 

 

BUDAPEST da 112 €: volo + 2 notti appartamento in centro

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Budapest è una maestosa ed elegante città formata da Buda e Pest  divise dallo scorrere del fiume Danubio.

VOLO + APPARTAMENTO


COPENHAGEN da 172 €: volo + 3 notti ostello in centro

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Se segui il blog saprai che noi siamo stati a Copenhagen (clicca qui per leggere l’articolo) poco più di un mese fa. Puoi trovare post sul pre-partenza, sull’itinerario e sui migliori posti dove mangiare!

VOLO + HOTEL

 

Copenhagen: la città felice

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Copenhagen è la capitale della splendida Danimarca, nazione i cui cittadini pare siano i più felici al mondo (stando al World Happiness Report 2013) grazie al fattore “Hygge”. Nonostante non godano di un clima favorevole, i danesi riescono a generare calore anche nelle giornate più buie e fredde, grazie alla loro disponibilità e fiducia verso il prossimo.

Come anticipato nel mio precedente articolo, quest’anno abbiamo trascorso il Capodanno a Copenhagen, approfittando dei miei giorni di chiusura aziendale. Avevo già parlato dei costi e dei dettagli di prenotazione per cui non mi ripeterò ma cercherò trasformare in parole tutte le emozioni che la capitale danese mi ha regalato.


 

La prima cosa che ci ha colpito è stato il silenzio quasi surreale. Nonostante stessimo passeggiando tra le vie più trafficate delle città, apparentemente quasi non si udivano rumori, sembrava che fossero ovattati. Per via del freddo e del vento che sferza incessantemente, la vita quotidiana si svolge per lo più all’interno degli edifici. Appartamenti, negozi, ristoranti e caffetterie, riescono a mantenere dentro di sé calore ed energia, lasciando le vie avvolte avvolte da un clima tanto freddo quanto pacifico.

Un esempio è il porticciolo di Nyhavn. Che meraviglia! Reso pittoresco dalle caratteristiche casette danesi, colorate e perfette, che prendono vita grazie alla lunga fila di locali e si specchiano sulle acque del canale tra una vela e l’altra. Noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo, per la prima volta, immerso nella colata dorata del sole. Copenhagen è una città coloratissima, a partire dalle vivaci tinte degli edifici fino ai verdissimi parchi, e si illumina ancor di più se scaldata dai tiepidi raggi del sole.

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Nyhavn
Ti piacerebbe tornare bambino per qualche ora? Fatti ammaliare delle luci di Tivoli, il parco ammirato anche da Walt Disney in persona. Impossibile non lasciarsi coinvolgere dalla magica atmosfera, soprattutto nel periodo post-natalizio.

 

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Tivoli
Una bellissima esperienza che ci siamo concessi è stata la visita a Dyrehaven Jœgersborg, noto anche come il Paradiso dei Cervi. Camminare nella natura circondati da migliaia di esemplari liberi è impagabile, soprattutto la mattina del primo Gennaio, quando la vita sembra fermarsi per qualche ora.

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Infine, parlando di Copenhagen non si può non citare la famosissima Sirenetta, ispirata alla nota fiaba di Andersen. Avevo letto di parecchie persone rimaste deluse dal simbolo della capitale danese, ma se devo essere sincera a me non ha fatto quell’effetto. Certo, la piccola statua è circondata da una schiamazzante folla di turisti armata di macchine fotografiche, però se riesci ad isolarti con la mente anche solo per un secondo ed osservare la giovane fanciulla specchiata sul Baltico, che guarda malinconica verso il blu alle sue spalle, gli arti posteriori in metamorfosi rivolti alla terraferma, ti accorgerai che forse è qualcosa di più che una semplice statua evocativa. Credo che la sua posa e il suo sguardo trasmettano molto a chi riesce a vedere sotto la la superficie in bronzo. Una decisione impossibile la tormenta di continuo (coda o gambe? partire o restare? Se soffri di wanderlust come me non farai fatica a capire) facendola vivere in un limbo dal quale è difficile uscire. Poetica e struggente, come ha potuto deludervi?

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La poetica Sirenetta di Andersen
(come al solito, le foto presenti nell’articolo sono state tutte scattate da me)

WANDERLUST TAG

Heilà Viaggiatore!

Vagando su diversi blog di viaggio, mi sono imbattuta in questo interessante tag. Mi sembrava carino farlo anche se rispetto ad altri blogger la quantità di luoghi visitati è decisamente inferiore. Poco male, prima o poi ce la farò anch’io!

P.S. Questo articolo è un po’ lunghetto, ma se sei curioso come me ti piacerà 😉


 

1. Qual’è stato il tuo primo viaggio?

Il mio primissimo viaggio in assoluto è stato circa 23 anni fa. I miei mi portarono qualche giorno a Les Deux Alpes, nota località nella regione francese di Rhône-Alpes. Ero molto piccola all’epoca, quindi ricordo ben poco, ma le foto spesso aiutano.

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Primo viaggio e prima volta a cavallo!
2. Quale destinazione vorresti visitare di nuovo?

Probabilmente Istanbul perché la visitai con i giorni contati. Non mi dispiacerebbe girovagare per la città godendomi tutte le piccole cose che ho perso.

(Vuoi saperne di più? Leggi il mio articolo su Istanbul, ti basta cliccare qui)

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Crociera sul Bosforo
3. Se potessi partire domani, dove andresti?

Se me lo chiedi oggi ti direi Islanda, ma se mi proponessi la stessa domanda dopodomani potrei dirti Vietnam! La mia affezionatissima Sindrome di Wanderlust fa si che io cambi idea sulla prossima meta ogni 24 ore circa. Ora come ora sogno di poter vedere la spettacolare aurora boreale e tutti i paesaggi surreali dell’Islanda.

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Foto presa da internet
4. Quale posto vorresti visitare solo per il cibo?

Non credo di voler visitare un posto solo ed esclusivamente per il cibo. Diciamo che visiterei volentieri il Giappone anche per il cibo.

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Foto presa da internet
5. Ristorante o street foodHotel o Ostello?

Generalmente street food perché spesso è l’essenza del cibo quotidiano, ma non disdegno neanche un buon ristorante. L’importante è provare i prodotti locali. Generalmente vado in Hotel perché riesco spesso a trovare ottime soluzioni adeguate al mio budget, ma quando ho necessità vado tranquillamente in ostello o quando capita in tenda. Anzi, a volte penso che dovrei sceglierlo più spesso.

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In Ostello a Marbella (Spagna)
6. Qual è il tuo mezzo preferito per viaggiare?

L’aereo. Niente mi da più carica del decollo. Al secondo posto metto la moto e la sensazione di libertà che trasmette, mentre al terzo l’auto.

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In volo da Pisa a Londra
7. Di cosa non puoi proprio fare a meno quando viaggi?

Senza dubbio della macchina fotografica. Onestamente non sono molto brava a scattare, ma cerco sempre di fare del mio meglio per poter avere una traccia fisica delle mie esperienze in giro.

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Scatti nel Monferrato
8. Da quale viaggio non saresti voluto tornare?

Non sarei mai voluta tornare dopo i sei mesi trascorsi a Málaga (Spagna). Devo a quel periodo l’aumento della mia passione verso i viaggi.

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Un pezzo del mio cuore vive a Malaga
11. Sei un repeater o visiti sempre posti diversi?

Solitamente opto per i posti nuovi anche se a volte ho bisogno di tornare sui miei passi per recuperare i pezzi che mi sono persa.

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Londra… per la seconda volta
12. Ti informi bene prima o viaggi alla cieca?

Adoro fantasticare prima della partenza e organizzare itinerari e visite, anche se una volta la, mi capita spesso di cambiare programma a seconda degli stimoli che ricevo. Alla fine anche improvvisare ha i suoi lati positivi 😉

13. Quale viaggio consiglieresti assolutamente ad un amico?

Un tour dell’Andalusia. Questa regione viene spesso sottovalutata ma è ricca di posti meravigliosi situati a breve distanza tra loro. Inoltre è pure molto economica.

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Siviglia
14. Ti è mai capitato di avere una brutta avventura?

La prima sera ad Ankara (Turchia) ci siamo rivolti al receptionist del nostro albergo per chiamare un taxi. Eravamo stanchi perché avevamo viaggiato tutto il giorno da Istanbul, ma non ci andava di chiuderci in camera. L’intenzione era quella di farci portare rapidamente in centro per mangiare qualcosa e fare due passi ma il tassista, dopo aver parlato in turco al receptionist, ha preso una strada in salita per circa 10 minuti e ci ha mollato in cima ad una collinetta che a detta sua era la Cittadella. Scesi dall’auto ci siamo ritrovati in una piazza buia e desolata, se non per la presenza di qualche gatto randagio. Proseguiamo fino a un vicoletto nel quale, a loro dire, si trovavano i ristoranti ma tutte le porte erano chiuse e le luci spente. Dopo averne percorso circa metà abbiamo sentito dei rumori dietro ad un angolo che ci hanno convinti a tornare indietro, questa volta a piedi. Scendendo per la strada percorsa in taxi, ci siamo imbattuti in decine di bancarelle che vendevano cellulari, portafoglio, borselli e sigarette. Lasciava davvero poco all’immaginazione. Al mattino, parlando con dei ragazzi conosciuti li, abbiamo scoperto che la stessa cosa era successa anche a loro.

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Ankara
15. Finestrino, corridoio o sedile centrale?

Assolutamente finestrino. Adoro perdermi con lo sguardo tra le nuvole.

16. Come passi il tuo tempo in aereo?

Guardando costantemente fuori dal finestrino e fantasticando.

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Sorvolando le Alpi
17. Vacanza tranquilla o viaggio avventuroso?

Viaggio avventuroso! A patto che abbia qualche momento di tranquillità, corriamo già tutta la vita dietro al lavoro, alle cose e alle persone.

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Sui quad in Cappadocia (Turchia)
18. Preferisci viaggiare da solo o in compagnia?

Non mi è mai capitato di fare veri e propri viaggi da sola, però ho fatto diverse esperienze in compagnia, che mi hanno fatto giungere ad una conclusione. Si viaggia in coppia. Poi se si conosce qualcuno durante la strada ben venga, ma quando organizzo conto solo un’altra persona oltre a me.

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Devrent Valley
19. La tua città preferita?

Sono banale, lo so, ma la mia preferita resterà per sempre Londra. Amo l’energia che sprigiona, il patriottismo britannico che sventola in ogni angolo, la segnaletica stradale, la pioggerellina che non ti abbandona mai e il tea caldo che riesce ad allontanarla per un momento appena. Londra è stata la mia volta sull’aereo all’età di 18 anni, anche per questo non potrò mai dimenticarla.

(Vuoi saperne di più? Leggi il mio articolo su Londra, ti basta cliccare qui)

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Il mio tatuaggio e Londra come background
20. Dove vorresti andare a vivere?

Ahia, stesso discorso della domanda numero 3. Un giorno potrei dirti Malaga, il giorno dopo Londra, quello dopo ancora Thailandia, mentre la settimana dopo Fuerteventura. In poche parole OVUNQUE. Ma per il momento sono piantata qui.


 

Se sei arrivato fin qui… beh complimenti! 

Io mi sono divertita molto a rispondere a queste domande, spero che abbiano trasmesso qualcosa anche a te. Perché non provi a rispondere nei commenti? 

 

 

 

Istanbul: a cavallo tra Oriente ed Occidente

Istanbul è molto più di una città. Istanbul è l’incontro tra L’Oriente e l’Occidente, le cui culture si fondono come colori sulla tela, dando vita a un’opera straordinariamente unica. Moschee, bazar e pescatori, ma anche castelli, centri commerciali e uomini d’affari. Istanbul non sarà mai come te l’aspetti.

Noi ci siamo stati 4 giorni nel marzo 2014, all’interno di un itinerario più grande, che comprendeva anche Ankara (capitale governativa della Turchia) e la Cappadocia (puoi leggere il mio articolo qui), regione situata in Anatolia.

Una striscia di cemento tra Europa e Asia
Ponte del Bosforo, una striscia di cemento tra Europa e Asia

Istanbul, ex Costantinopoli ed ancor prima Bisanzio, è la città più popolata d’Europa con i suoi 13 milioni e passa di abitanti, ed è il centro economico della Turchia. Una delle tante qualità che rende celebre questa megalopoli, è quella di essere percorsa dal Bosforo, lo stretto che collega il Mar di Marmara con il Mar Nero, spaccando la città tra Europa ed Asia. Come potete ben immaginare, data la sua posizione strategica e la sua storia, è uno degli sbocchi commerciali più importanti e trafficati del mondo. La sponda europea, attraversata a sua volta dal Corno d’Oro (che la divide tra Nord e Sud), è quella dove è situata la maggior parte dei luoghi di interesse, mentre la sponda asiatica è per lo più la parte della città dove la gente vive. Quelli che lavorano nella parte asiatica della città hanno tre scelte al mattino: percorrere in auto l’imponente Ponte del Bosforo (o il Fatih Sultan Mehmet, gli unici due ponti esistenti al giorno d’oggi), utilizzare la nuovissima linea ferroviaria sottomarina Marmaray, oppure per i più tradizionalisti, percorrere lo stretto via mare a bordo di uno dei numerosi battelli.

Ponte di Galata
Ponte di Galata sul Corno d’Oro

Avendo purtroppo pochi giorni a disposizione siamo riusciti a visitare solo la parte occidentale, per cui per chi ne avesse la possibilità direi che i giorni di permanenza minima per riuscire a visitarla tutta con comodo sono almeno 6. D’altro canto, 4 giorni sono sufficienti per averne un veloce assaggio. Abbiamo preso il volo diretto da Genova della Turkish Airlines (è davvero una compagnia eccellente), che ci ha portato nel gigantesco aeroporto Istanbul-Atatürk, situato nella parte europea ed abbiamo soggiornato in un hotel senza infamia ne lode a metà strada tra l’aeroporto ed il centro. Con il senno di poi, consiglio di soggiornarne nel centro, ci sono un sacco di quartieri davvero particolari e sicuramente più comodi. Ci siamo subito precipitati verso il centro, percorrendo la distanza per metà con i mezzi pubblici e per metà con il taxi. E qui apro una piccola parentesi: i taxi a Istanbul sono DAVVERO economici, ma attenzione alle fregature! Noi li abbiamo usati davvero molto contrattando però SEMPRE il prezzo PRIMA di salire, spesso viaggiando in condizioni davvero ai limiti della sicurezza. Per fare un esempio, più volte ci siamo ritrovati in sette dentro ad auto da cinque posti, due sul sedile davanti assieme all’autista e gli altri quattro dietro. Sconsiglio i taxi a chi seriamente soffre d’ansia per la velocità, i turchi hanno una pessima guida. Chiudendo il discorso taxi, abbiamo girato a piedi tra la bellissima Galata Kulesi (Torre di Galata), attraversando poi il Galata Köprüsü popolato giorno e notte dai pescatori (Ponte di Galata, che attraversa il Corno d’Oro collegando la parte antica della città con quella moderna) fino a raggiungere il famosissimo quartiere di Sultanahmet, che ospita la Sultanahmet Camii (nota come Moschea Blu), Ayasofya (Basilica di Santa Sofia), l’Ippodromo di CostantinopoliYerebatan Sarayi (o Sarnici, conosciuta come Basilica Cisterna), Palazzo Topkapı, la Moschea di Solimano e i due Bazar, quello delle Spezie (più tipico) e il Gran Bazar (il regno del tarocco). Attenzione alle borse nei Bazar superaffollati! Divertitevi a contrattare con i turchi sul prezzo della merce, sono degli ottimi affaristi e non si lasceranno sfuggire un cliente tanto facilmente. I luoghi di interesse sono tutti molto vicini tra loro ed è un piacere muoversi a piedi tra le variopinte vie della città, scoprendo odori, colori e suoni della cultura turca. Il costo della vita è molto basso per noi, con poche lire turche potete procurarvi dell’ottimo street food, un tipico chay e dei ricordi da portare a casa. In Turchia è sempre il momento per un buon chay e se vi viene offerto non azzardatevi a rifiutare! Il prezzo è di circa 1TL e lo potete trovare davvero ovunque. Ha un sapore molto forte e deciso, i turchi lo bevono diluito con un po’ d’acqua calda. Alla mattina potete berlo in accompagnamento a un bagel al sesamo appena sfornato oppure potete prendere un msir caldo con sale (pannocchia arrostita). Da provare anche il mitico kebab ma non aspettatevi la piadina ripiena di carne che mangiate dal kebabbaro sotto casa al ritorno dalla discoteca: il sapore della carne è molto forte e speziato, io personalmente non ho apprezzato molto l’agnello. La cosa che ho preferito in assoluto è la spremuta di melograno, prodotta nei numerosi carretti rossi sparsi per la città; più i carretti sembrano sucidi più la spremuta è buona! Ma attenzione con le bevande: EVITATE come la peste l’acqua corrente ed il ghiaccio, bevete SOLO da bottiglie e lattine sigillate. Sono stata malissimo la prima sera per colpa della mia disattenzione. Per quanto riguarda la gente, i turchi sono davvero amabili e gentili, hanno di gran lunga superato le mie aspettative, ma state attenti rispettare le loro regole se non volete incappare in situazioni spiacevoli. Per quanto riguarda la “movida”, gli animali notturni non rimarranno delusi: la sera i giovani si ritrovano nel quartiere Beyoğlu, pieno zeppo di locali dove bere qualcosa o ballare con la gente del posto.

Istanbul è davvero una città variopinta e affascinante, una delle più più belle che abbia mai visto. Ne amerete davvero ogni sfumatura!

Istanbul di notte
Istanbul di notte
Moschea Blu
Moschea Blu
Ayasofya
Ayasofya

“Ho trascorso la mia vita ad Istanbul, sulla riva europea, nelle case che si affacciavano sull’altra riva, l’Asia. Stare vicino all’acqua, guardando la riva di fronte, l’altro continente, mi ricordava sempre il mio posto nel mondo, ed era un bene. E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere.”

(Orhan Pamuk)

VIAGGIATORE COMPULSIVO: 10 cose che ti fanno capire di appartenere a questa categoria

Ciao viaggiatore!

Qualche sera fa mi sono imbattuta in un articolo tanto carino quanto veritiero intitolato “8 cose che ti fanno capire che sei malato di viaggi”. Quindi ho pensato di stilare anche io una mia lista in cui riconoscere i segni del “viaggiatore compulsivo”! 

1. NON APPENA RIESCI AD AVER FERIE / GIORNI DI FESTA PARTE LA CACCIA ALL’OFFERTA SU TUTTI I SITI DI VIAGGIO ESISTENTI

Ed è la fine. Non ti fermi finché non prenoti qualcosa, è più forte di te. Ti salvi link, offerte, codici sconto, fino ad avere una lista lunga circa quanto la Divina Commedia.

2. ANCHE SE LE FERIE NON LE HAI, CERCHI COMUNQUE OFFERTE A CASO

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Weekend a Parigi, due giorni sulla punta dell’Everest, settimana nella casa sull’albero nello Zimbabwe… Proprio non ce la fai a non aprire la newsletter che ti è arrivata per mail con tutte le offerte della settimana.. nonostante tu non abbia nemmeno il tempo di andare al parco dietro casa.

3. APPENA PRENOTI, COMINCI A PENSARE A COME ORGANIZZARE LE GIORNATE DURANTE IL VIAGGIO

Cerchi guide, recensioni, pareri, itinerari.. insomma qualunque cosa possa farti fantasticare sul viaggio imminente. Fai programmi per ogni giornata di viaggio, cercando di incastrare più cose possibili nel minor tempo. Ovviamente cambierai idea almeno duecento volte per poi ritrovarti a improvvisare una volta giunto sul posto.

4. POCO IMPORTA DOVE E QUANDO, L’IMPORTANTE È ANDARE

Che sia Londra, Cuba, il paesino dimenticato da Dio o il deserto Dasht-e Lut poco importa. L’importante è portare via le chiappe.

5. GIOIELLI? NO GRAZIE, PREFERISCO UN BIGLIETTO AEREO

“Un diamante è per sempre”. Col cavolo, l’Argentina on-the-road è per sempre.

6. PROGRAMMI LA TUA VITA DI VIAGGIO IN VIAGGIO

Sopravvivi alla quotidianità facendo il countdown tra un viaggio e l’altro, poi a fine dicembre decreti se è stato un anno proficuo o meno solamente sulla base dei posti che hai visitato. Se invece non hai viaggi in programma vai in paranoia e ti comporti secondo il punto 2.

7. SE NON PARTI ALMENO UN TOT DI VOLTE L’ANNO VAI IN CRISI D’ASTINENZA

Peggio che le droghe più pesanti. Diventi apatico, con inclinazione alla depressione, ma nonostante ciò proprio non riesci a smettere di curiosare sul blog di quel tizio che sta girando l’Asia da mesi.

8. I TUOI AMICI PARLANO DEL METTERE SU CASA E FAMIGLIA….TU DELL’OFFERTA CHE HAI TROVATO L’ALTRA SERA SU PIRATI IN VIAGGIO 

Magari una mezza idea di sistemarti la hai anche tu… ma prima devi visitare Laos, Finlandia, Marocco, Vietnam, Perù, Siberia……….

9. “MONGOLIA?? MA PERCHÈ NON UN BEL VILLAGGIO ALL-INCLUSIVE A RICCIONE?”

Ciao, è stato bello conoscerti.

10. NON APPENA SCESO DELL’AEREO DEL RITORNO CADI NELLA DEPRESSIONE PIÙ NERA

E l’unico rimedio è prenotare qualcos’altro. Qualsiasi cos’altro. (E si ritorna al punto 1 o 2)

Londra

London, UK
Big Ben, London
Camden Town, London
Tower Bridge, London
London Eye
Buckingham Palace, London

Tra i viaggi che sono riuscita a concedermi dall’inizio del 2015 c’è Londra. Londra è “la mia città”, semplicemente l’adoro! Amo il suo stile, la sua atmosfera, i suoi contrasti.. Ero già stata a Londra sei anni fa, come regalo per i miei 18 anni, ma purtroppo non ho avuto occasione di tornarci fino a un paio di mesi fa, durante il periodo di Pasqua. Non avendo altri giorni di ferie a disposizione la spesa è stata maggiore rispetto al mio standard.

Piccola premessa: la stragrande maggioranza dei viaggi che ho fatto sono stati in compagnia del mio ragazzo

TRASFERIMENTI

Siamo partiti  il 4 di Aprile dall’aeroporto Galileo Galilei di Pisa verso Londra Gatwick intorno alle 10.10 del mattino con Easyjet (46 euro a testa) e siamo tornati da Londra Stansed verso Pisa con Ryanair (84 sterline a persona) alle 23.00 circa. Abbiamo scelto due diverse compagnie sia per via degli orari a noi comodi, sia per risparmiare qualcosina. Arrivati a Gatwick ci siamo mossi verso il centro di Londra con il Gatwick Express che parte da un binario situato proprio sotto l’aeroporto e arriva fino a Victoria (per chi non conoscesse la città: è una delle stazioni centrali più trafficate…e in cui bisogna prestare più attenzione ai portafogli) in poco più di mezz’ora. Il costo del servizio è di circa 17 sterline per persona, prenotando su internet si dovrebbe avere il 10% di sconto. Per quanto riguarda invece il trasferimento da Londra (Liverpool Street) a Stansed, abbiamo preso due biglietti sullo Stansed Express, circa 16 sterline a testa usufruendo della promozione Web Duo, il tempo di viaggio è di poco più di 45 minutiAbbiamo scelto di spostarci dagli aeroporti tramite treni perché avendo davvero pochissimi giorni a disposizione non eravamo disposti a perdere tempo in code. Esistono soluzioni leggermente più economiche (vedi le varie compagnie di Shuttle) ma durante questo viaggio la nostra preoccupazione più grande era quella di perdere del tempo, per cui abbiamo prenotato tutto con largo anticipo da casa, forse risparmiando anche qualcosina dove possibile.

ALLOGGIO

Sempre per questioni di tempo, per questa volta abbiamo preferito spendere qualcosina di più ma alloggiare in centro città, o comunque in una zona molto comoda. Dopo diverse ricerche, fatte per lo più utilizzando Trivago per confrontare i prezzi dei vari siti sulla stessa struttura, abbiamo prenotato su Booking al Grange Fitzrovia Hotel in zona Fitzovia, pagando 112 sterline a testa per due notti (lo so, non è affatto poco, ma considerate che abbiamo soggiornato a Pasqua e Pasquetta e purtroppo molti hotel erano già pieni). L’hotel è un buon 4 stelle (effettive), situato a Bolsover Street, una strada tranquilla molto vicina a Regent’s Park. La stazione della metro più vicina (circa 200 metri) è quella di Great Portland Street, sulle linee Giallo, Rosa, Viola, ma se preferite fare due passi piuttosto che cambiare linea e binario (non sono collegate direttamente a quelle più centrali) vi consiglio di scendere a Baker Street (circa dieci minuti a piedi) o Regent’s Park (5 minuti circa), entrambe sulle linee centrali. Davvero, l’hotel si trova in un’ottima posizione, ma davvero esistono miliardi di alternative per tutte le tasche a Londra, quindi penso che anche con cifre minori si trovi qualcosa di valido. Comunque per chi potesse o volesse spendere, l’hotel è molto valido e pulito, le stanze non sono minuscole e il personale è molto disponibile.

LUOGHI

Essendo già stati entrambi a Londra (quindi avendo già visitato i noti musei) abbiamo trascorso i tre giorni vivendo per le strade della città. Appena arrivati abbiamo pranzato in una catena chiamata Itsu (non ci è piaciuta) e fatto un giro tra i numerosi negozi tra Oxford Street e Piccadilly Circus. Scelta infelice perché il via vai di residenti e turisti ci ha tolto le poche energie rimaste dopo il viaggio. Abbiamo cenato di fronte ai magazzini Liberty con degli ottimi noodles in un classico banchetto di street food e poi ci siamo mischiati con la folla notturna di Piccadilly Circus. Il giorno dopo abbiamo dedicato gran parte della mattinata a Camden Town, una zona davvero molto particolare (personalmente a me piace un sacco) ed abbiamo fatto una capatina alla stazione di King’s Cross per cercare il famoso binario 9 e 3/4 🙂 Abbiamo pranzato con dell’altro street food nei banchetti di Camden e dopodiché siamo andati a Portobello Road (perdetevi tra i bellissimi negozietti vintage), KnightsbridgeWestminster per vedere il BigBen, il Thames e il London Eye, sul quale siamo saliti verso sera (abbiamo prenotato il biglietto via internet con largo anticipo). Abbiamo anche trovato il tempo di prendere il classico tea delle 5 in un locale molto carino, Camellia’s Tea House situato a Carnaby Street. Ve lo consiglio, il personale è davvero molto ma molto gentile, le torte sono buonissime e i tipi di tea sono infiniti. La sera poi abbiamo cenato in un pub in zona con un classico fish and chips senza arte ne parte. L’ultimo giorno abbiamo bazzicato per Baker Street, Buckingham Palace  e per i diversi parchi della città, facendo poi un picnic con sushi d’asporto (preso dalla catena Wasabi, ve la consiglio, ad un prezzo abbordabile riuscite a prendere una carrellata di buon sushi) ad Hyde Park vista la bella giornata di sole.

SPESA

Ripeto, ERAVAMO IN PIENO PERIODO PASQUALE, per cui i costi erano ancora peggio del normale.

Ricapitolando, abbiamo speso circa 150 euro a testa per il volo e altrettanti per l’alloggio, più poco meno di 50 euro a testa per i trasferimenti da e per gli aeroporti londinesi. Per quanto riguarda la metro, eravamo entrambi muniti della Oyster Card, senza la quale la spesa diventa insostenibile, con cui abbiamo viaggiato senza sosta per circa 10-15 euro a persona per tre giorni.

LINK UTILI

https://www.stanstedexpress.com/it/offerte/webduo

http://www.gatwickexpress.com/it/

https://www.booking.com/hotel/gb/grange-fitzrovia.it.html?sid=54ee3b6bdff6053984ebbe34950c5fd4;dcid=4;ucfs=1;checkin=2015-07-05;interval=2

https://tfl.gov.uk/tube-dlr-overground/status/

http://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g186338-d1885352-r265896592-Camellia_s_Tea_House-London_England.html

La sindrome del “Wanderlust”

Ho sempre amato viaggiare ed ho cercato di assecondare il più possibile questa mia passione, ovviamente nelle mie possibilità sia in termini di tempo che di denaro. Per me un viaggiatore non è chi ha visitato millemila posti sulla Terra, ma chi ne ha visitati venti e ha lasciato una parte di cuore in ognuno di essi. Un viaggiatore è chi non guarda dove andare. Per il vero viaggiatore l’importante è semplicemente andare.

L’idea di aprire un blog mi frullava in testa da parecchio tempo ma ho sempre rimandato tra una scusa e l’altra. Gli studi, il lavoro, la vita privata, il tempo… Ma tornata dall’ennesimo viaggio mi sono finalmente decisa a dedicare a questa idea qualcosa di più che un semplice pensiero. o per lo meno provarci.

COSA SIGNIFICA “WANDERLUST”?

Wanderlust” è una parola che deriva dal tedesco, WANDERN (camminare) e LUST (desiderio). Letteralmente significa “un forte e irrefrenabile impulso di girovagare ed esplorare il mondo“. Ma “Wanderlust” è molto più che una parola. “Wanderlust” è uno stile di vita, una sindrome incurabile, un aereo che attraversa le nuvole fino a che non scorge il sole, una cena con piatti dai nomi impronunciabili. Gli odori del centro città, una mappa stropicciata dentro la tasca dei pantaloni, un vociare incomprensibile che ti sveglia la mattina. “Wanderlust” è un cielo azzurro, ma anche un cielo prossimo alla tempesta; uno strombazzare di clacson ad ogni incrocio, ma anche il rumore del vento senza tregua; è una cima innevata ma anche una spiaggia bianca e unagglomerato di cemento; è il bianco, ma anche il nero e tutti i colori del mondo. “Wanderlust” è non sapere assolutamente che ore siano e non preoccuparsene, “Wanderlust” è l’irrequietezza al termine di un viaggio e l’ansia che ti soffoca fino a che non progetti qualcos’altro.

Non ho mai pensato che potesse esistere una parola per descrivere tutto questo e molto altro ancora, fino a che qualche anno fa non mi è capitata sotto gli occhi e da subito mi sono riconosciuta in tutte le sue mille sfumature. Cerco di sopravvivere all’apatia generata dalla routine pianificando viaggi, gite, weekend e vacanze, o semplicemente sognando i posti che vorrei visitare. E spesso solo questo funziona.

Not all those who wander are lost. (J. R. R. Tolkien)

my wanderlust tattoo
My wanderlust tattoo